venerdì 3 agosto 2007

ROCKFEST 2007

Eccoci di nuovo qua, imperterriti, a presentare una nuova edizione (la nona!!!) di ROCKFEST, nonostante i mille problemi di carattere economico ed il semi-boicottaggio dell'amministrazione comunale che elargisce pesantemente alle associazione amiche lasciando a noi "COMUNISTI" solo le briciole. Anche quest'anno però, il cartellone è di tutto rispetto spaziando in lungo ed in largo per le varie sfumature del rock.
Apre la serata del 4 agosto il gruppo dei Crisedelia: provengono da Viterbo, suonano come se si trovassero a Seattle; si esibiscono nel ventunesimo secolo, ma è come se fossero ancora immersi in un eterno 1991. Per chi non l’avesse ancora capito, i Crisedelia propongono grunge, senza tanti fronzoli e compromessi. Poi sarà la volta di
Elena Vittoria, cantautrice bergamasca intimista e reale, armata di una sei corde, detective acuta su passioni, rabbie e femminilità incomprese. A chiudere le danze delle band emergenti ci penseranno le Dressed to Kill originale quartetto femminile di Pescara, che partendo dai grandi nomi del rock si cimenta in un metal che ha poco del cosiddetto gentil sesso e molto dell’hard rock, grinta e rabbia. Headliners della serata saranno i PORNORIVISTE, band formatasi nel 1994 a Venegono Superiore (VA), sono considerati una delle punk rock band più famose d'Italia. Insieme a gruppi come Derozer, Punkreas, 200 Bullets, Shandon, Moravagine, Peter Punk con le loro sonorità orecchiabili e l'immediatezza dei loro testi sono presto diventati tra i protagonisti di una scena punk rock italiana tanto seguita da una miriade di adolescenti e non, quanto criticata dai puristi del genere.
La seconda serata sarà aperta dal
Cesare Livrizzi Trio: catanese di nascita ma bolognese d’adozione, Cesare Livrizzi presenta un questo piccolo demo, in cui le sue storie, filtrate da un approccio cantautoriale che guarda con vivo interesse alle esperienze di artisti quali Waits, Cave, Fossati, De Gregori, De André e Cohen, cercano una via d’uscita dai sotterranei del suo passato, alla ricerca di un pubblico che sappia custodirle con cura. Seguono i Destinincrociati, band di Ascoli Piceno autrice di un ottimo pop-rock fruibile ed orecchiabile. E poi sarà la volta del potente e viscerale rock-blues dei JUNGLE FEVER, la band del nostro amico Andrea. Non ci poteva essere una band migliore x spianare la strada a quello che sarà, con ogni probabilità, la sorpresa più gradita per il pubblico del Rockfest: l'esibizione dei CHEAP WINE: testimoni di un rock che in Italia non esiste, se non ad un livello molto underground, La band dei fratelli Diamantini ha alle spalle dieci anni di carriera e soprattutto un pugno di dischi a cui non difettano né il tiro né il peso specifico: strada facendo le loro canzoni sono andare focalizzandosi sul cosiddetto “dark side”, arrivando a produrre album a tema come “Crime stories”, “Moving” e il nuovo “Freak show”. Un esempio di come fare rock nel nostro paese: ostinati, determinati e liberi. A differenza di tanti pseudo-colleghi Marco Diamantini & Co. non si sono fatti limitare dalle loro influenze (americane) né da alcuna estetica. Il loro è un approccio personale, integro, indipendente che avrebbe da insegnare a molta della cosiddetta musica indie.L’ultimo disco, “Freak show”, è forse il più motivato dei loro lavori, perché va ad investigare la realtà esterna uscendo allo scoperto e puntando metaforicamente il dito contro un mondo impazzito: “Pagliacci impazziti e bambole di pezza attendono / il meteorologo per sapere da che parte tira il vento / I banditori, nei bassifondi della città, annunciano il Freak Show / Troppi coccodrilli prendono posto là dove scorrono le lacrime / Ecco a voi il Freak Show! / Il leone piange perchè ha perso la sua corona d’oro / Adesso sembra un grosso gatto che vaga senza meta come un folle barbone / Ecco a voi il Freak Show! / Il giocatore d’azzardo si sente perduto e chiama l’ultima mano / ma la sua stella della fortuna sta precipitando al suolo / Ecco a voi il Freak Show!”.In virtù di questa personalità i Cheap Wine si sono costruiti uno zoccolo di fans in aumento e hanno riscosso apprezzamenti anche all’estero, ma siamo sicuri che meriterebbero di più. Se non li conoscete, procuratevi i loro dischi: potete trovarli nei negozi di dischi (almeno nei pochi rimasti in giro) o sul loro sito www.cheapwine.net a prezzo davvero “cheap”.Anche questo fa rock, quello vero.
A chiudere la nona edizione del rockfest ci penseranno i VALLANZASKA: nati nel 1991 come cover band, tra gli altri, dei Madness, cominciano ben presto a scrivere pezzi propri e sono ormai considerati una delle ska band più famose d'Italia. Nel 1994 esce il loro primo album autoprodotto, Otto etti di ottagoni netti, successivamente ristampato con l'aggiunta di alcuni pezzi live. Negli anni successivi vengono molto apprezzati, ta nto che il secondo album Cheope, uscito nel 1998, è subito un successo e alcune canzoni (su tutte, l'omonima Cheope) sono tuttora molto ballate nelle discoteche italiane. Per l'uscita del loro terzo disco, Ancora una fetta, dobbiamo aspettare il 2001, ma possiamo vedere come si siano preparati con questo lavoro a presentarsi al grande pubblico: vengono infatti girati due video, Licantropite e Loris & Efrem, che però non avranno molto successo in tv. Discreto successo che invece otterrà il video di Sì sì sì no no no, video estratto dall'omonimo album, uscito nel 2004. Tra l'altro la canzone diventerà anche sigla di Super Ciro, con un lieve adattamento nel testo (Ciro sì, Ciro no).
Il loro ultimo disco è uscito il 19 maggio 2007 e si intitola Cose spaventose.
Buon Rockfest a tutti e speriamo che non piova. Cazzo, sono docici mesi che non piove.

THE MOJOMATICS - Songs for faraway lovers (2006)


Nel mondo della musica ci sono cose inspiegabili, difficili da accettare, troppo assurde. Una di queste è il perché i Mojomatics, duo veneziano di rock-blues con i controfiocchi, sia conosciuto in mezza Europa mentre in Italia poco: solo di recente è uscito il loro secondo cd, miscela esplosiva del meglio della musica del diavolo. Forse sono troppo forti per l’Italia… Dico grazie alla giovane label indipendente di Cremona I Dischi de La Valigetta per aver colmato la lacuna, regalandoci dodici pezzi di autentico uccidi-coda che consiglio a tutti. Consiglio a tutti nella forma cd e pure nella forma live, in uno dei molti appuntamenti che Mojomatt (Guitars, Vocals, Harmonica) e Davmatic (Drums, Percussions) hanno in programma. Occhiali neri alla Blues Brothers e spirito punk-rock'n'roll nelle vene, con riferimenti che vanno da Chuck Berry ai Rolling Stones, senza dimenticare il primo Bob Dylan, i Beatles i Byrds, Eric Clapton e, per rimanere ai giorni nostri, The Hormonauts. Un cd che sembra un vinile, con pezzi veloci ma per niente banali, dove spesso e volentieri spuntano l’armonica e l’hammond. La mia canzone preferita è Liquor Store Blues, dalla ritmica pulsante e da un organo con retrogusto malinconico, ma anche le altre 11 sorelle sono irresistibili.Fate uscire l’Italia dalla provincia: ascoltate Songs For Faraway Lovers. One of the best italian rock'n'roll band.

Tracklist:
01 . Why don't you leave me
02 . No place to Go
03 . Right or Wrong
04 . Leave this Town
05 . The Last Train
06 . I'll be back Home
07 . That night in 1939
08 . Stealin' Stealin'
09 . Liquor Store Blues
10 . A fall on the Floor
11 . Hard Travelin'
12 . The Riverside

THE SHINS - Wincing the night away (2007)


new wave inglese (Smiths, Echo & The Bunnymen) che flirta con un pop ricco molto stile 'Pet Sounds' dei Beach Boys, ma anche con i REM del primo periodo. In 'Sea Lips' si avvicinano addirittura a Beck. Questo disco è leggermente più cupo dei precedenti, synth e tastiere guadagnano la stessa importanza delle chitarre. Sono pochi i gruppi che hanno la capacità di scrivere 11 perfette canzoni pop su 11 tracce in un solo LP. Sono pochi anche quelli che, facendolo, riescono a inserire qualcosa di particolare, significativo, caratterizzante, in ogni pezzo. Che sia una melodia, uno strumento, una parte del testo, un ritmo di batteria, o qualunque altra cosa. 'Wincing The Night Away' è la consacrazione di James Mercer e soci nel gotha dell'indie americano, e la conferma definitiva che gli Shins, finché esisteranno, non faranno mai niente di brutto. Provare, per credere, a sentire la seconda parte di 'Sleeping Lessons' (quando parte la chitarra), 'Australia', 'Turn On Me' e 'Phantom Limb', ma anche una qualsiasi di tutti e tre i loro dischi. La consacrazione di James Mercer e soci nel gotha dell'indie americano, e la conferma definitiva che gli Shins non faranno mai niente di brutto

PROTAGONISTI:
James Mercer (voce, chitarra)
Dave Hernandez (basso)
Marty Crandall (tastiere)
Jesse Sandoval (batteria).

Tracklist:
1. Sleeping Lessons
2. Australia
3. Pam Berry
4. Phantom Limb
5. Sea Legs
6. Red Rabbits
7. Turn On Me
8. Black Wave
9. Spilt Needles
10. Girl Sailor
11. A Comet Appears