martedì 28 dicembre 2010

La volgarità nel linguaggio politico


Del linguaggio usato dai politici non si parla mai abbastanza. Con alcune espressioni volgari, ma molto usate anche dall'oposizione come "mettere le mani nelle tasche degli italiani" si è fatta passare l'idea che le tasse siano un furto e che ha ragione chi non acetta che un altro "gli metta le mani in tasca", invece le tasse sono alla base della democrazia."
Il primo pensiero dei partiti non è governare guardando in avanti ma mantenere o aumentare il consenso, per questo non si sono mai dati la pena di spiegare che in democrazia ci sono diritti e doveri e che il primo di questi è pagare le tasse, per questo motivo la frase "mettere le mani in tasca" ecc. ha avuto un così grande sucesso e nessuno, neanche a sinistra si prende la briga di spiegare che pagare le tasse è un dovere, anzi, tutti inseguono la destra dichiarando che le abbasseranno ma non dicono che meno tasse uguale meno servizi, la categoria degli evasori poi è importante al momento del voto!!

by Isabella Poli

Fine anno - doverosi ringraziamenti a Berlusconi


Grazie per aver fatto de L’Aquila una città fantasma, facendo riscoprire ai suoi cittadini la gioia di vivere in periferia in accoglienti appartamenti con tutti i comfort, addirittura anche luce ed acqua corrente direttamente dal tetto e non la bruttura di vivere in squallide case antiche, molte delle quali addirittura imbrattate da sporchi dipinti di dubbio valore e provenienza. Grazie

Grazie per aver donato a tutti gli aquilani la gioia della tua presenza, ricca di sorrisi e pacche sulle (s)palle. Grazie

Grazie per aver donato agli sfollati aquilani l’ebbrezza di una vacanza al mare, alcuni non l’hanno ancora terminata. Una vera goduria. Grazie

Grazie per aver fatto della città de L’Aquila il luogo della speculazione per eccellenza facendo accorrere in gran numero i più onorabili faccendieri del Paese. Grazie

Grazie per aver gestito, prima l’emergenza e poi la ricostruzione, con personaggi di indubbio valore e correttezza morale quali Bertolaso e Cicchetti. Grazie

Grazie per aver cancellato la memoria e oscurato il futuro. Bisogna vivere il presente. Grazie

Grazie per aver generosamente donato aria pura agli abitanti di Terzigno e per aver ripulito in tempi record le strade della splendida città di Napoli. Grazie

Grazie per per esserti impossessato di tutti i canali TV eccetto Tele Kabul che lasciamo volentieri ai comunisti mangiabambini. Grazie

Grazie per propinarci, a tutte le ore del giorno e della notte, tette e culi in abbondanza: anche l’occhio vuole la sua parte e soprattutto i nostri bambini devono imparare sin da piccoli cosa significa essere un macho italiano. Grazie

Grazie per aver fatto del corpo femminile la principale merce di scambio ed aver dato alla parola “amore” il giusto significato. Sentimento, passione e tenerezza sono solo invenzioni dei comunisti per trombare gratis. Grazie

Grazie per aver annientato la cultura, gli uomini veri non se ne cibano. Grazie

Grazie per aver riempito le carceri di poveracci e proteggere mafiosi e camorristi. Grazie

Grazie per le tue battute di spirito che tengono alto il nome dell’Italia all’estero. Grazie

Grazie per aver fatto carta straccia del diritto dei lavoratori. Grazie

Grazie per aver fatto della sicurezza sul lavoro il tuo cavallo di battaglia. Grazie

Grazie per aver donato agli italiani un milione di posti di lavoro. Grazie

Grazie per non “aver messo le mani in tasca agli italiani” come se il dovere di pagare le tasse fosse un sopruso. Grazie

Grazie per aver ridato, mediante i condoni edilizi, dignità e prosperità alle nostre bellezze naturali, senza il tuo cemento sarebbero abbandonate al degrado. Grazie

Grazie per essere una persona così lungimirante da pensare sempre a risolvere i problemi per il bene dei cittadini, primo fra tutti il progetto per il ponte sullo stretto. Grazie

Grazie per aver fatto dell’omofobia lo sport nazionale. A morte i froci culattoni. Grazie

Grazie per aver fatto di Fede, Belpietro, Vespa e Feltri i migliori giornalisti italiani e campioni mondiali dei lecchini. Grazie

Grazie per essere sceso in campo ed aver dichiarato di voler stakanovisticamente fare anche i tempi supplementari. Grazie

Grazie per le tue apparizioni in TV, sempre all’insegna della classe, della tolleranza e del savoir-faire. Grazie

Grazie per considerare gli avversari politici dei “nemici da abbattere”. Grazie

Grazie per aver dato lavoro a sottosviluppati mentali come Bossi, Maroni, Calderoli, Castelli, Cicchitto, Capezzone e Bonaiuti. Grazie

Grazie per aver salvato le TUE associazioni a delinquere di stampo mafioso chiamate banche con i NOSTRI soldi. Grazie

Grazie per essere sceso sulla terra in nome di Dio. Grazie

Scusami infine se ho involontariamente omesso qualcosa ma sono talmente tanti i benefici apportati alla popolazione che è praticamente impossibile elencarli tutti

lunedì 27 dicembre 2010

La pensione pubblica si allontana sempre di più


Dal 2011 i requisiti per la rendita di anzianità fanno un altro scatto in avanti. E debutteranno le nuove finestre mobili: per riscuotere materialmente l'assegno, una volta raggiunti i requisiti, i lavoratori dipendenti dovranno aspettare dodici mesi e gli autonomi un anno e mezzo.
......in questo lasso di tempo si potrà sempre andare fuori da una chiesa o a qualche semaforo a chiedere l'elemosina.....

by Annalisa Fanni

27 dicembre 2008 - A Gaza il cielo si oscurò


Gli aerei israeliani colpirono per tutto il giorno la Striscia. Era l'inizio di «Piombo fuso» che dopo tre settimane avrebbe lasciato sul terreno 1.400 palestinesi morti, tra i quali centinaia di donne e bambini. Oggi a Roma la commemorazione delle vittime.


Gerusalemme, 27 dicembre 2010 - Apparvero in cielo all'improvviso intorno alle 11.30, le decine di cacciabombardieri israeliani che il 27 dicembre di due anni fa colpirono massicciamente e in più punti la Striscia di Gaza facendo strage in particolare di agenti di polizia riuniti per una cerimonia ufficiale. Ma era solo l'inizio di «Piombo fuso», il nome con il quale è nota l'offensiva israeliana contro Gaza, che in tre settimane avrebbe ucciso oltre 1.400 palestinesi e ferito almeno altri 5mila, in buona parte civili (gli israeliani uccisi furono 13, quasi tutti militari caduti in combattimento o per fuoco amico). Senza dimenticare le molte migliaia di abitazioni distrutte o danneggiate gravemente. Immensi i danni alle infrastrutture civili.


Raduni e commemorazioni per le vittime palestinesi di « Piombo fuso» sono previsti oggi in molte città del mondo, anche a Roma. Stasera alle ore 18, si terra' una manifestazione con candele e fiaccole in Piazza S. Marco e sulle scale del Campidoglio, che proseguirà in Piazza Navona, dove è stato allestito uno stand della Mezzaluna rossa palestinese. Nelle stesse ore dovrebbe fare ingresso a Gaza la «Carovana dell'Asia» con beni di prima necessità. La carovana era partita da Nuova Delhi in India lo scorso 2 dicembre e ha attraversato Pakistan, Iran, Turchia, Siria, Libano, Giordania ed Egitto.

Nel primo giorno di «Piombo fuso» i morti palestinesi furono stimati tra i 200 e i 300: il giorno con più caduti nei 60 anni di conflitto israelo-palestinese. I feriti furono 700. Tra gli obiettivi colpiti nelle prime fasi degli attacchi gli edifici della pubblica amministrazione e delle forze dell'ordine dipendenti dal governo di Hamas (che dal 2007 controlla Gaza), obiettivo ufficiale dell'offensiva lanciata dal governo israeliano. Tra gli obiettivi colpiti c'è una caserma di polizia in cui stava avvenendo la cerimonia di diploma per i nuovi ufficiali, nel cui bombardamento sono morte circa 40 persone tra cui il comandante della polizia di Gaza, Tawfiq Jaber (alla fine del conflitto saranno 230 i morti tra i membri delle forze dell'ordine dipendenti dal governo di Hamas). Il secondo giorno viene colpita anche anche l'università islamica di Gaza. I palestinesi rispondono con lanci di razzi che causano una vittima e diversi feriti tra gli israeliani.
Nell'arco di tempo che va dal 31 dicembre 2008 al 2 gennaio 2009, i raid di Israele uccidono diverse figure di rilievo di Hamas, tra cui Nizar Rayyan. Il 3 gennaio comincia anche l'attacco di terra, con il sistema sanitario di Gaza al collasso e con 250.000 abitanti senza elettricità e l'acqua corrente limitata. Il 6 gennaio 2009, un raid israeliano colpisce una scuola dell'Unrwa (Onu) adibita a rifugio per civili, facendo 40 morti. Pochi giorni dopo verrà colpito il quartier generale dell'Unrwa mentre si diffondono voci sull'utilizzo da parte di Israele di proiettili con fosforo bianco, confermate dall'indagine svolta dal giudice internazionale Richard Goldstone.

Nella serata del 17 gennaio il gabinetto di sicurezza dello Stato di Israele annuncia un «cessate il fuoco» unilaterale, precisando di aver realizzato e superato gli obiettivi prefissati dell'Operazione Piombo fuso. Cesseranno dunque i bombardamenti, i colpi di artiglieria e le incursioni, ma l'esercito di occupazione non abbandonerà l'area finché verranno lanciati ordigni. Hamas inizialmente non riconosce questa tregua, in quanto nessuna delle sue proposte (tregua di un anno, con possibilità di rinnovo, qualora Israele abbandoni la Striscia entro 5-7 giorni e ponga fine al blocco della Striscia di Gaza) è stata presa in considerazione. Dopo ventidue giorni, oltre 1.400 (tra i quali 410 bambini) vengono uccisi, i feriti invece sono 5.300. Da parte israeliana si calcolano invece 13 vittime, di cui tre civili e quasi 200 i feriti. Ma «Piombo fuso» in realtà non è mai finita. Prosegue il duro assedio israeliano (ed egiziano) di Gaza e nove attivisti turchi sono stati uccisi lo scorso 31 maggio da commando israeliani lanciati all'attacco delle navi della Freedom Flotilla diretta a Gaza con aiuti umanitari. Rimangono inascoltate le raccomandazioni contenute nel rapporto preparato dal giudice Goldstone, ora giudicato un «nemico» dalle autorità israeliane.

fonte: www.nena-news.com

venerdì 24 dicembre 2010

Conosco solo brava gente


Dunque,ai miei amici non devo augurare l'ipocrita bontà natalizia .Posso solo raccomandare di stare sereni,mangiare il giusto,non smadonnare con la tombola(a Natale pare brutto),odiare il capitale e aspettare che passi anche questo Natale. Buon Natale amici miei!!!!

by Marco Di Pietrantonio

giovedì 23 dicembre 2010

Le proposte di arresti preventivi non devono sorprendere più di tanto, hanno già arrestato preventivamente questa generazione.


NICHI VENDOLA

Non citerò tua Madre...per non offendere le Battone!


Non chiamerò in causa le tue Figlie...per non turbare le Squillo!
Non rivolgerò pensieri alle tue Nonne....per non screditare le Maitresse!
Mi rivolgerò solo a te: Pensi di essere uno statista?
Sbagliato!..Sei un...Pagliaccio!

by Mariano Primo

Stamattina sulla corriera,l'autista indossava con allegria il cappello di Babbo Natale con le lucine,


gli ho chiesto se era per i venti esuberi che hanno in azienda...Mi viene in mente un detto napoletano:"troppo comodo fare la prostituta con il culo degli altri"...in questo caso dei lavoratori!!!!

by Maria Esposito

mercoledì 22 dicembre 2010

Chiapas - La strage di Acteal - 22 dicembre 1997


Oggi ricorre il tredicesimo anniversario della strage di Acteal, villaggio Tzotziles del Chiapas, Messico. Uno degli episodi più neri della storia del Chiapas, sul quale ancora oggi non è stata fatta giustizia.


La storia. Accadde il 22 dicembre del 1997. La mattanza durò più di sette ore. Quelli che riuscirono a venir fuori illesi dalla chiesetta e a scappare, si rivolsero ad una pattuglia della polizia che stazionava nella zona, senza ricevere alcun tipo di aiuto e il fatto aggiunse solo dolore al dolore. Nonostante quello che era accaduto, non si persero d’animo e, con tutta la velocità che avevano in corpo, corsero a chiamare altri indigeni delle comunità vicine. Ma servì a poco: riuscirono solo a vedere una camionetta della polizia che portava in salvo i paramilitari, lasciando a terra i corpi straziati di decine di innocenti. Tutto questo senza una ragione, senza un motivo. Neppure quello di contatti con l’Ezln, visto che gli indigeni in questione non erano legati al movimento del Sub Comandante Marcos.
Ma i parenti, gli amici, gli indigeni del Chiapas non hanno dimenticato.

Tutto è iniziato il 1° Gennaio 2003 con l'insurrezione zapatista. Tutto è iniziato 500 anni fa, con la conquista dell'America ed il genocidio degli Indios e lo sfruttamento incontrollato e distruttivo del continente da parte degli europei; del nascente capitalismo europeo avido, come sempre, di risorse umane e materiali, per poter crescere.
Una fame che da allora è sempre più diventata grande, portando allo sterminio di milioni di uomini in Messico, come in tutto il mondo. Una logica di dominio, quella capitalista, che rende uguali fra loro gli zapatisti, i kurdi, gli albanesi, i disoccupati, i poveri del Nord e del Sud del mondo, vittime tutte del neoliberismo imperante.
Il Chiapas è ovunque quindi, e l'atto di ribellione degli zapatisti è un esempio per la lotta della comunità degli sfruttati e un monito contro ogni forma di potere, politico ed economico. Compagni della stessa schiavitù, compagni della stessa lotta, la solidarietà che possiamo e dobbiamo esprimere verso gli indios del Chiapas è quella che da sempre unisce nell'azione tutti gli sfruttati: la solidarietà di classe.

lunedì 13 dicembre 2010

LIBRI: Le ragazze di Benin City di Isoke Aikpitanyi


La guerra alla prostituzione forse non sarà mai vinta, ma ogni volta che una ragazza verrà liberata dalla schiavitù della tratta,e come donna riacquisterà la sua dignità e rispetto umano, avremo vinto una importante battaglia.
Sognava un lavoro come commessa in Italia. Per averlo, aveva giurato di pagare 30mila euro. Ma quando Isoke Aikpitanyi,nigeriana di Benin City, e' arrivata a Torino, nel dicembre del 2000, ha scoperto che il 'posto di lavoro' che le avevano promesso non era affatto in un negozio: ''Era in mezzo a una strada, anzi un marciapiede. Intorno a me camminavano ragazze seminude, nonostante il freddo e la neve, con delle scarpe dal tacco altissimo: prostitute. Peggio: vere e proprie schiave del marciapiede'' racconta oggi Isoke. ''In Italia ne arrivano a migliaia, e tra queste ci sono anche ragazzine di 12-13 anni, cedute dai genitori alle 'maman'. Per pagare i 30-60 mila euro del viaggio sono costrette a prostituirsi. E quelle che provano a ribellarsi vengono picchiate, violentate, uccise in modo terribile per dare l'esempio alle altre''. E' la prima volta, in Italia, che una ex 'schiava del
marciapiede' racconta la sua storia in un libro. L'autrice e' Laura Maragnani, giornalista di Panorama, che ha lavorato insieme a Isoke per un anno: ''Abbiamo coinvolto nel progetto del libro una cinquantina di ragazze di Benin City e dintorni,
tutte vittime ed ex vittime della tratta. Molte sono ancora sui marciapiedi italiani a lavorare, alcune si sono sposate con dei clienti, altre sono sfuggite al racket ma sono costrette a vivere nascoste per paura di essere uccise'' spiega la Maragnani. ''Altre, invece, dopo aver pagato il debito con l'organizzazione che le ha fatte venire in Italia, comprano delle ragazze in Nigeria e diventano, a loro volta, delle maman''. In un racconto di bella qualita' narrativa, in stile molto
corale, in tono diretto, Isoke da' voce alle peripezie di Osas, che per arrivare in Italia ha viaggiato due anni attraverso il deserto (''ora niente piu' la spaventa''), e di Amenawa, che ha partorito in casa il suo bambino, di nascosto, e poi e' stata costretta a mandarlo dai nonni in Africa (''non lo vede da sei anni, se non nelle foto che le arrivano a ogni compleanno''). racconta di Prudence, violentata e torturata da un cliente ma troppo impaurita per andare al pronto soccorso, e di Tessie, obbligata dalla sua maman a bere dell'acido muriatico come
punizione per essersi ribellata. Riti vudu', aborti clandestini, botte, minacce. Ma anche impensabili tenerezze: ''Sono molti i clienti che si innamorano delle ragazze e fanno di tutto per aiutarle a uscire dal giro'' racconta infatti Isoke.
Anche lei sta per sposarsi, ad Aosta, con un fidanzato italiano. E' uscita dal giro, ha quasi 28 anni, sta preparando gli esami di terza media. Ha un permesso di soggiorno come colf ma il suo sogno piu' grande e' quello di aprire, ad Aosta, una piccola casa di accoglienza per le ragazze di Benin City. ''Non basta liberarle dal racket del marciapiede, bisogna anche aiutarle a inserirsi in un paese che non e' il loro e di cui non sanno praticamente niente, ma in cui devono continuare a vivere''
spiega infatti. ''Perche' tornare in patria, per loro, e' impossibile: le famiglie, anche se hanno vissuto alle loro spalle per anni, le rifiutano completamente. In Italia, le accusano, avete fatto una brutta vita''. (ANSA).

sabato 4 dicembre 2010

Acqua pubblica, manifestazione nazionale sabato 4 dicembre 2010. Forum italiano dei Movimenti per l’acqua contro la privatizzazione


MANIFESTAZIONE ACQUA PUBBLICA 4 DICEMBRE 2010 – In tutto il mondo si manifesterà contro la privatizzazione dell’acqua, il prossimo 4 dicembre, e anche in Italia si prepara alla manifestazione nazionale che dopo la raccolta di firme referendaria alla quale hanno risposto oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini.
Il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua ribadisce la necessità della battaglia per l’acqua pubblica intesa come una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune.
Pertanto, sottolinea in una nota il comitato promotore, è stata messa in discussione la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal “decreto Ronchi” che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione: è stato chiesto alle forze politiche e istituzionali l’immediata approvazione, entro il 31.12.2010, di un provvedimento di moratoria sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale.
Infatti, fanno sapere gli organizzatori, le scadenze imposte dall’art. 23 bis della Legge n. 133/2008 e successive modificazioni, (31 dicembre 2010 in alcune situazioni e 31 dicembre 2011 per altre), e quelle previste dalla Legge 42/2010 sulla soppressione delle A.ATO, come organi di decisione da parte dei Comuni sui modelli di affidamento, rischiano di far accelerare i processi di privatizzazione in corso e vanno di conseguenza posticipate a dopo il referendum.
Un’accelerazione che tuttavia dovrà tenere conto della situazione politica attuale. Il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua ricorda che in caso di elezioni anticipate, la scadenza referendaria, attualmente prevista per la primavera 2011, verrebbe posticipata di un anno. E così, il forum chiede che da subito le forze politiche e istituzionali si impegnino ad approvare, nel caso si renda necessario, un provvedimento di deroga a quanto previsto dalla Legge 352/1970, in modo da poter svolgere i referendum entro il 2011.


Un altro appello viene rivolto agli enti locali di procedere verso la ripubblicizzazione del servizio idrico e la sua gestione pubblica e partecipativa, e di fermare tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società.

La stessa Assemblea delle Nazioni Unite- rende noto il Forum- ha riconosciuto quest’anno – con il voto favorevole del Governo italiano- che “l’acqua potabile è un diritto fondamentale, essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti i diritti dell’uomo” ed ha rivolto l’invito agli Stati ed alle Organizzazioni internazionali a fornire tutte le risorse finanziarie.

venerdì 3 dicembre 2010

Mentre a Rosarno i migranti muoiono di polmonite, le istituzioni sono assenti e le forze dell'ordine arrestano i "clandestini"


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Osservatorio Migranti Africalabria.it

Rosarno, 2 dicembre 2010.
Sono passati poco più di 15 giorni dalla morte di Marcus, il cittadino del Gambia, che viveva in una catapecchia semi-diroccata in mezzo alla campagna senza acqua nè luce nè gas, morto per le conseguenze di una polmonite bilaterale, non in un qualsiasi paese in via di sviluppo ma nella moderna e civile Italia...E intanto a Rosarno continuano gli sgomberi e gli arresti. Gli ultimi stamattina: 10 africani, in prevalenza ghanesi e nigeriani, che abitavano in un tugurio in pieno centro abitato, portati via dalla polizia.
Dopo i fatti di gennaio dell'anno scorso e la deportazione di 2500 immigrati, abbiamo assistito ad una stucchevole processione da parte di parlamentari nazionali ed europei, commissioni Schengen, segretari di partito e consoli americani. Ci sono state vibranti proteste da parte di paesi stranieri, questori che hanno sputtanato istituzioni e sindacati denunciandone la cronica assenza. Abbiamo letto comunicati stampa da parte di chiunque, Rosarno è stata teatro e palcoscenico di passerelle, pardon, seminari, convegni con ospiti di grande prestigio, economisti, ex presidenti della camera e via discorrendo. In tanti sono venuti a Rosarno a dirci qualcosa: che siamo razzisti o che non lo siamo, che c'è la mafia o che non c'è e bla bla bla. I sindacati confederali (gli stessi sputtanati dal questore) organizzano il 1° maggio a Rosarno, disobbedienti e antagonisti o sedicenti tali vi aderiscono e rivendicano la partecipazione (sti cazzi...!) Per la cronaca, noi che non siamo nè l'uno nè l'altro non abbiamo aderito!

Tutti avevamo chiesto a gran voce una sistemazione dignitosa per i migranti, anche quelli che dopo i disordini ne avevano preteso la cacciata.Bene..., dopo tutto sto casino, ci si sarebbe aspettato un minimo di intervento in direzione dell'accoglienza e invece?Invece abbiamo visto solo repressione!Ghetti, grandi fabbriche e casolari abbandonati interdetti e arresti a casaccio!Magari gli ultimi arrestati sono gli stessi irregolari che dopo 6 mesi di CIE a Bari, sono stati ributtati in mezzo alla strada dopo che lo sceriffo di ferro Maroni aveva tuonato: "i clandestini saranno espulsi!"Espulsi appunto..., ma che significa? Significa che ti tengo 6 mesi in un lager, dopo di che, ti metto in mano l'ennesimo foglio di carta con su scritto "te ne devi andare!"
A gennaio scorso, accompagnavamo alcuni dei ragazzi feriti dopo gli scontri ad incontrare il Presidente della Repubblica in visita a Reggio Calabria, mentre li baciava ad uno ad uno e, in un perfetto inglese, diceva loro "dobbiamo fare di più per gli immigrati", a Rosarno, nello stesso istante, i prefetti di ferro"mandati dal governo a ripristinare la legalità" nei nostri territori (sticazzi again), mandavano i vigili urbani ad operare gli "sgomberi umanitari", che tradotto in parole potabili significa calci in culo e niente più!

Gli africani son tornati anche quest'anno quindi, ma sono molti di meno rispetto agli anni precedenti. L'anno scorso, in un territorio che abbracciava i comuni di Rosarno, Gioia Tauro, San Ferdinando, Rizziconi, Melicucco e Taurianova, nel mese di dicembre ce n'erano 2500, oggi circa 700, più o meno gli stessi che erano ritornati già l'anno scorso dopo la deportazione. Sono aumentati invece i cittadini dell'est Europa, fonti del comune parlano di 50 autobus arrivati dalla Bulgaria.
C'era forse qualcuno che pensava che non ne sarebbero ritornati? Tutti sapevamo che sarebbero tornati ma, a parte l''interessante mediazione della parrocchia di Drosi con i proprietari di immobili per l'affitto di case a prezzi equi (una goccia in mezzo al mare),nel resto della Piana, gli africani sono abbandonati a loro stessi e o s'affittano un posto letto nelle poche case o garage disponibili o si sistemano alla meno peggio da qualche parte.

SAREBBE STATO FANTASCIENTIFICO IMMAGINARE UNA PROGRAMMAZIONE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI? RITENIAMO DI NO! E non riusciamo a comprendere quali possano essere gli impedimenti per un intervento di accoglienza specie quest'anno che le presenze sono di gran lunga inferiori rispetto agli anni precedenti. Eppure i soldi arrivano nella Piana, eccome se arrivano...L'anno scorso ad esempio, il buon Maroni promise 200mila euro a marzo e li mandò ad aprile: sarebbe interessante sapere quando ecome sono stati impiegati, giusto perchè sono soldi pubblici e non soldi personali del conto corrente del ministro. Ma parrebbe più facile conoscere come vengono spesi i soldi al Quirinale...

PER CUI ANCHE QUEST'ANNO CI VEDIAMO COSTRETTI A DENUNCIARE I GRANDI ASSENTI: LE ISTITUZIONI A TUTTI I LIVELLI, dal GOVERNO CENTRALEagli ENTI LOCALI, passando per REGIONEe PROVINCIA di REGGIO CALABRIA.
Tutti bravia vendere fumo, a parlare di progetti, di corsi di formazione per gli immigrati, a suon di milioni di euro, a presentare mozioni e interpellanze, a finanziare, a suon di centinaia di migliaia di euro, progetti per i migranti di cui i migranti non sanno nulla.
Avvoltoi e sciacalli svolazzano sopra Rosarno e in questa categoria non vi stanno solo i cosiddetti cattivi, ma rientrano a pieno titolo anche i "buoni", i paladini dei diritti dei migranti e dei lavoratori e i professionisti dell'antimafia.
ALTRA ASSENTE INGIUSTIFICATA: LA CARITAS NAZIONALE, che viene a Rosarno a presentare il rapporto annuale sull'immigrazione, ma non spiega come mai è presente con la sua strutturaaCastel Volturnoe non a Rosarno, dove la presenza significativa dei migranti coincide con i mesi più freddi dell'anno.
Rassegnatevi cari fratelli africani,l'Italia è un paese strano, c'hanno cancellato la cultura e resettato la memoria, quindi noi italiani non lo sappiamo che siamo stati anche noi migranti, che quello che la Lega Nord oggi dice degli immigrati qualche anno fa lo diceva dei meridionali e ancora qualche anno più addietro lo dicevano di noi italiani in quei paesi dove andavamo a bussare.
Eh sì..., siamo proprio un paese strano, vi sono60 milioni di italiani in giro per il mondo ma l'Italia è diventato un paese inospitale verso gli immigrati, hala Costituzione più bella del mondo, ma gli italiani non la conoscono e le istituzioni la violentano quotidianamente.
A proposito di Costituzioni...
Dalla Costituzione dell'Impero Mandingo, lapiù vecchia costituzione al mondo, redatta in Mali nel 1236 con il nome di Carta di Kurukan Fuga e votata con un'assemblea di popolo ...
Art. 5 "Ciascuno ha diritto alla vita e allapreservazione della sua integrità fisica"
Art. 16 " LE donne, oltre alle occupazioni quotidiane, devono essere associate a tutti i nostri governi".
Art. 24 "Non fate mai torto agli stranieri"

Giuseppe Pugliese

DIECI, CENTO, MILLE ASSANGE


Julian Paul Assange (Townsville, 3 luglio 1971) è un giornalista, programmatore e attivista di internet australiano, noto principalmente per la sua collaborazione al sito WikiLeaks.

Assange nasce a Townsville, nel Queensland, nel 1971[1]. Si sposa a diciotto anni e diventa padre; poi si separa dalla moglie[1].
Verso la fine degli anni '80, diviene membro di un gruppo di hacker noto come "International Subversives" (Sovversivi Internazionali), utilizzando lo pseudonimo di "Mendax" (Da una frase di Orazio: "splendido mendace").[2]. Nel 1991 subisce un'irruzione nella sua casa di Melbourne da parte della polizia federale australiana.[3]. Egli sarebbe infatti riuscito ad accedere via modem a vari computer appartenenti ad una università australiana e ad entrare nel sistema informatico dello United States Department of Defense.[1][4] Nel 1992 gli vengono imputati 24 capi di accusa di hacking, viene condannato ma in seguito rilasciato per buona condotta dopo aver pagato una multa di 2100AU$.
Nel 1995 programma Strobe[5], software open-source dedicato al port scanning. Nel 1997 collabora alla stesura del libro Underground: Tales of Hacking, Madness and Obsession on the Electronic Frontier.
Dal 2003 al 2006, studia fisica e matematica all'Università di Melbourne, ma non ottiene una laurea.[4] Studia anche filosofia e neuroscienze.[6]
A partire dal 2007 è tra i promotori del sito web Wikileaks, del quale si definisce editor in chief[7].
Il 18 novembre 2010 il Tribunale di Stoccolma spicca un mandato di arresto in contumacia nei suoi confronti con l'accusa, da parte di due donne, per stupro, molestie e coercizione illegale.[8] Molti hanno sollevato dubbi sulla natura del provvedimento[9], mettendo in rilievo la coincidenza temporale con l'avvento di nuove rivelazioni che (a detta del Pentagono[10]) sono "un tentativo irresponsabile di destabilizzare la sicurezza globale". Il 20 novembre è stato istituito un mandato di arresto internazionale tramite Interpol dalla forza di polizia svedese.[11] In aggiunta è stato diramato un mandato di arresto nell'Unione Europea tramite il Sistema di Informazione Schengen. "Abbiamo voluto assicurarci che fosse visibile da tutte le forze di polizia del mondo", ha affermato un portavoce della polizia nazionale svedese.[12][13]
Il 28 novembre, WikiLeaks rilascia oltre 251.000 documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come "confidenziali" o "segreti". Il giorno seguente, l'Attorney general dell'Australia, Robert McClelland, dichiara alla stampa che l'Australia è intenzionata a investigare sulle attività di Assange e di Wikileaks.[14] Afferma inoltre che, "dal punto di vista dell'Australia, ci potrebbe essere un buon numero di leggi violate con il rilascio di queste informazioni. La polizia federale australiana lo sta verificando."[15] McClelland non esclude la possibilità del ritiro del passaporto australiano di Assange. Il sito Wikileaks, visibile fino al 30 novembre 2010, è stato oscurato dal 1° dicembre 2010.

Non è ancora chiaro se c'è qualcuno dietro ne quale consequenze avrà ma questa mi sembra un'operazione di verità e va contro il potere stabilito, in un'epoca come la nostra, dove la democrazia si è molto indebolita mi sembra importante che i canali d'informazione restino aperti, poi saremo noi a giudicare.
e me ne frego se è manovrato.
L'importante è che destabilizza.
La Cina oscura il sito; mandato di cattura in 188 paesi con la sigla di Most Wanted al pari di Osama Bin Laden; il Pentagono che si affida al miglior hacker del mondo per “spegnere” Wikileaks. Eppure Assange resiste. E DEVE resistere.

giovedì 2 dicembre 2010

Ignazio Cutrò si incatena al Viminale: "Voglio giustizia"


“Lo Stato italiano mi ha prima usato per istruire un processo al gotha mafioso del bivonese e della bassa quisquina e poi mi ha abbandonato al mio destino. Ora basta, fino a quando non mi sarà restituito il mio lavoro, la mia sicurezza e la mia dignità di imprenditore che ha denunciato cosa nostra, io rimarrò incatenato davanti al Ministero dell'Interno. Se la mafia non mi ha ancora ucciso allora mi lascerò morire di fronte all'indifferenza delle istituzioni”.

Ignazio Cutrò ha con queste parole comunicato alla stampa le motivazioni che lo hanno portato in queste ore, assieme all'imprenditrice palermitana Valeria Grasso, accusatrice del clan Madonia, a legarsi davanti il palazzo del Viminale.

“Finchè il ministro dell'Interno non ci riceverà e non ci metterà per iscritto che risolverà i problemi, che prima di schierarci con lo Stato non avevamo - ha aggiunto - noi rimarremo qui, incatenati, per tutto il tempo che servirà”.

Un folto gruppo di persone si sta radunando attorno ai due "imprenditori coraggio" e anche una delegazione parlamentare dovrebbe recarsi nei prossimi minuti presso quello che ormai è diventato un presidio di legalità

fonte: agrigentonotizie.it

LIBRI: I banditi della libertà. La straordinaria storia della brigata Maiella partigiani senza partito e soldati senza stellette


E'un documento storico che si legge come un romanzo, scritto in modo magistrale. E' un riconoscimento a uomini eccezionali, che hanno segnato la storia della Resistenza italiana, che hanno offerto il loro tributo di sangue senza aspettarsi nulla, se non la propria e l'altrui riconquista della libertà. Persone di diversa estrazione sociale e di diversa ideologia politica: ragazzi, uomini, padri di famiglia, che non hanno esitato a mettere a repentaglio la propria vita ed a perderla, per un senso inscalfibile dell'onore e della libertà. Persone che non si sono reputate eroi e che, alla fine del loro operato, sono tornate alla vita di civili declinando onori, premi e riconoscimenti, con la sola consapevolezza di aver fatto il proprio dovere. Qui c'è una Storia che parla di persone che la storia l'hanno fatta, una Storia che rende omaggio anche alle povere vittime civili, sconosciute, uccise solo per disumanità e crudele barbarie, e le sottrae all'oblio, ricordandone i nomi, uno per uno.

mercoledì 1 dicembre 2010

Io resto perchè mia figlia deve imparare che non si fugge...si combatte!


Resto, perchè voglio fare il possibile affinchè uno Stato nato dal sacrificio dei Partigiano antifascisti possa ritrovare proprio quei valori, oggi dimenticati.

resto perchè ho diritto a vivere e a morire con dignità

resto perché ho già visto "Vieni via con me" battere il "Grande Fratello"..

RESTO PERCHE :Silvio potrebbe avere a disposizione tutte le richezze di questa terra ma non potrebbe MAI comprare due cose; non potrà MAI comprare Noi Tutti, non potrà MAI comprare la Dignità, lo spessore e la statura che occorrono a un politico per essere uno Statista.

io resto perchè l'italia è nostra e non loro..

resto perchè un berlusca lo trovo dappertutto l'italia la trovo solo qui

resto perchè nonostante i 4 immigrati sono scesi dalla gru, ci sono ancora i 5 ragazzi sulla torre a milano, gli operai sulla torre di nocera umbra e tantissima gente per cui lottare!!

io resto perchè non sono solo, voi resistete con me

Io resto perchè abbiamo la Costituzione più bella del mondo.

Resto, perchè restare significa "CAMBIAMENTO"

io resto perchè se non ne sono andati i partigiani che avevano tutti i motivi perchè me ne dovrei andare io?! ora e sempre resistenza!

Berlusconi: "I veri studenti stanno a casa a studiare e non in piazza".


Silvio, Silvio....i nonni la sera stanno a casa con i figli e i nipoti....non ai festini pieni di zoccole


Federica Volpe