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giovedì 13 gennaio 2011

MODERATAMENTE E DEMOCRATICAMENTE.....RIVOLUZIONARI


Quando la pura e semplice contrattazione dei tempi di lavoro, per gli operai di Melfi, Pomigliano e Mirafiori, viene intesa dalla Fiat come un atto di sabotaggio, da combattere con i licenziamenti le minacce; quando tutti i cosiddetti "riformisti" di governo e d'opposizione si schierano con l'azienda, spiegando che quello che chiede è inevitabile; quando la più piccola affermazione dei diritti richiede sacrifici personali e lotte eccezionali, allora è chiaro che siamo entrati in un'epoca nella quale non si può più essere riformisti, ma moderatamente e democraticamente rivoluzionari. Più patto sociale, più diritti, più giustizia e più cultura non sono obiettivi incompatibili con la ricchezza che abbiamo raggiunto e accumulato: lo sono solo con il potere che le governa. Per questo ogni lotta e ogni richiesta autenticamente riformatrice diventano, necessariamente, radicali. Perchè la casta politico-economica che ci comanda non vuole rinunciare a nulla e perchè il suo potere, così come l'ha costruito, è un potere che ad ogni richiesta risponde dicendo di no.
Giorgio Cremaschi, dal libro "Il regime dei padroni"

mercoledì 5 gennaio 2011

La precarizzazione è diffusione della rassegnazione e della paura


La precarizzazione non è soltanto la diffusione della precarietà e dell'incertezza. E' uno strumento psicologico e ideologico di governo della forza lavoro. Essa non è soltanto la condizione sociale di incertezza e di sudditanza al mercato, che oggi colpisce la stragrande maggioranza dei lavoratori salariati di tutto il mondo, ma un processo culturale e politico con il quale si impone al lavoratore di rinunciare alla difesa collettiva dei propri interessi e di competere individualmente con tutti gli altri. La precarizzazione è diffusione della rassegnazione e della paura
Giorgio cremaschi
"Il regime dei padroni"