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martedì 18 gennaio 2011

Il primo vaccino terapeutico del mondo contro il cancro ai polmoni, A CUBA STANNO AVANTI


Come sempre, la premessa d'obbligo è la cautela, tanto più se si considera la condizione di pressoché totale isolamento nella quale lavorano i ricercatori cubani. Tuttavia, proprio da Cuba arriva l'annuncio del primo vaccino terapeutico al mondo contro il cancro al polmone, denominato CimaVax EGF, con il quale sono stati trattati finora circa mille pazienti, come riferisce un quotidiano dell'isola caraibica.
Il progetto di ricerca è stato portato avanti presso il Centro di Immunologia Molecolare dell'Avana, e nello specifico dalla dott.ssa Gisela González, che ha descritto il vaccino come la possibilità di trasformare il cancro in stadio avanzato in una “malattia cronica sotto controllo”.
CimaVax EGF è il risultato di oltre 15 anni di ricerca volta allo studio di questo particolare tumore e secondo la specialista non avrebbe alcun effetto collaterale degno di nota: “il vaccino è basato su una proteina presente in ognuno di noi: il fattore di crescita epidermico, connesso con i processi di proliferazione cellulare, che quando ci si ammala di cancro vanno fuori controllo”, spiega la González.
Partendo dal presupposto che l'organismo tollera ciò che gli è proprio e reagisce contro ciò che avverte come estraneo, il team cubano si è concentrato sulla messa a punto di una sostanza in grado di generare anticorpi che agissero contro la proteina.
Il vaccino ideato dai ricercatori cubani va somministrato solo dopo che il soggetto ha concluso i cicli di radioterapia e chemioterapia previsti dal trattamento ed è ormai considerato un paziente terminale senza alternative terapeutiche, dal momento che la sostanza non fa regredire il tumore, ma aiuta a regolarne la crescita incontrollata, garantendo all'organismo la protezione necessaria nei confronti della tossicità associata al cancro. In tal senso, il vaccino aumenta considerevolmente l'aspettativa e la qualità di vita del paziente.
La dott.ssa González ha espresso la volontà di sviluppare il vaccino anche in altri paesi e di studiarne una possibile applicazione in altri ambiti oncologici, come ad esempio per il cancro della prostata, dell'utero e del seno.
Nei mesi scorsi si era discusso molto riguardo un'altra sostanza prodotta nei laboratori dell'Avana con effetti apparentemente antitumorali, l'Escozul, una tossina naturale derivata dal veleno dello scorpione azzurro, che stando all'azienda produttrice avrebbe un'incidenza positiva sui malati di cancro.

italiasalute.leonardo.it