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giovedì 27 gennaio 2011

Convivere a L'Aquila


qui conviviamo in modo ben strano: chi ha la propria casa, fresca fresca appena rifatta di mille colori da Stabilo-boss, e chi non ce l’ha più, e vive nel tormento quotidiano (la rivedrò mai? ci saranno i soldi per ricostruirla? se li mangeranno tutti prima? devo vendere? devo svendere?). Viviamo e lavoriamo fianco a fianco! Quelli che hanno il problema di dove andare a fare l’happy hour e quelli che non hanno più né passato, né futuro, solo un orribile presente da accampati. E i primi guardano ai secondi come a dei piagnucolosi rompiballe! Gli danno dei depressi esauriti, gli dicono che la fanno lunga, gli dicono che non si danno da fare, che sono buoni solo a lamentarsi!!! Pretendono le stesse prestazioni lavorative, magari pure di più. Oppure gli dicono “pensa ad altro! non puoi pensare solo al terremoto! vivi la tua vita!”. Vivi la tua vita…. Già: per fartela breve, la legge degli umani è “a chi tocca tocca, ed è toccato a te (per fortuna)”.

Luisa Nardecchia

martedì 30 novembre 2010

L'Aquila a Vieni via con me.....? Come la cipolla nel minestrone



quanto basta per insaporire, ma che poi sparisca in mezzo a tutto il resto.....diranno tutti che il minestrone è buono....sì.....

Sono sicura di non essere stata fraintesa, ma specifico...
La trasmissione mi piace moltissimo....e non mi aspettavo una puntata su L'Aquila, ma un filo conduttore sì...e che al momento di parlare della città, si parlasse delle infiltrazioni mafiose, delle nomine criminali, delle indagini sugli isolatori sismici, del costo delle C.A.S.E., del sistema delle ordinanze, della disoccupazione, delle cifre sbandierate e di quelle effettive, delle tasse............insomma....di quello che ci impedisce di ripartire....cos'è che gli aquilani vanno urlando...per cosa manifestano, cosa chiedono...ecco.
Non mi è piaciuto che si battesse il chiodo ancora una volta sulla Casa dello Studente...e non perchè non lo meriti, ma perchè da lì si è partiti....avrei voluto che si mostrasse a che punto siamo....
E aggiungo....6.3, non 5.8...e 309 vittime, non 308. E' importante.

Federica volpe

mercoledì 24 novembre 2010

Dopo il terremoto a L'Aquila mieterà vittime l'amianto, sarà anche questa una mistificazione?


Il Prof. Mario Di Gioacchino docente dell'Università di Chieti ne è certo, L'Aquila di qui a vent'anni sarà colpita dalla seconda piaga "regalataci" dal terremoto, i tumori dovuti all'inalazione di amianto.

L'Asbesto (o comunemente amianto) è 1300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: teoricamente l'inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre patologie mortali, tuttavia un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta esponenzialmente le probabilità di contrarle.

Le polveri di amianto, respirate, provocano infatti l'asbestosi, nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare.

L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992. La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all'estrazione e la lavorazione dell'asbesto, è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti all'amianto.

Qui all'Aquila la situazione è grave, molto, moltissimo amianto è sparso per il centro storico ed in periferia, ogni giorno girovagando per le vie agibili del centro storico se ne può notare sui tetti dei palazzi del centro, nelle canale di scolo delle acque piovane e in molti altri manufatti.

La situazione è cristallizzata.

Tutto congelato al 6 aprile o quasi, smaltire l'amianto presente in un abitato urbano così ampio, variegato e, soprattutto, spossato dal sisma è difficile, forse impossibile.

Per ora si cerca di "non pensarci" o meglio non farlo sapere ai più.

Stabiliti i depositi di stoccaggio delle macerie sarebbe sconveniente allarmare la popolazione parlando dei rischi dell'amianto, di come dovrà essere conservato e poi smaltito.

Viviamo dentro un'immensa discarica di rifiuti speciali.

Senza rendercene conto il panorama cittadino è cambiato viviamo in un abitato urbano che prima era fatto di poche automobili, molto verde, poco smog, pochi cantieri edili e soprattutto quasi nessuna demolizione di palazzine.

Oggi è tutto al contrario, il traffico è impazzito, prima si arrivava in centro si parcheggiava e si facevano tutte o quasi le commissioni, ora si gira attorno al cratere in continuazone da un lato all'altro della città, forse è passato in secondo piano ma uno dei due polmoni verdi della città (San Giuliano) è del tutto bruciata e non bonificata, dove si volge lo sguardo c'è un cantiere che svolge lavori pesanti ed infine a breve inizieranno le demolizioni dei palazzi irrecuperabili in centro come in periferia.


Di questo pagheremo le conseguenze fra qualche anno, in modo "naturale".

Il Professor Di Gioacchino è chiaro, certo che non si deve parlare di prevenzione, ma di diagnosi precoce, i tumori si svilupperanno, non c'è dubbio, bisogna "semplicemente" cercare di diagnosticarli quanto prima.

Soluzioni? Oltre la diagnosi precoce possiamo però fare qualcosa?

Per iniziare si potrebbe smaltire l'amianto visibile, quello di cui già si conosce l'esistenza e l'ubicazione, si potrebbe chiedere ai proprietari degli stabili se ne sono a conoscenza. Invece non si fa nulla, ogni giorno si ripete la stessa scena di fronte ai mucchi di eternit buttati qua e la per la città, scena fatta di attori inconsapevoli che li davanti ci passano per andare a lavorare, a trovare un amico, a fare la spesa.

Per gli avidi.

Sia solo per una questione di denaro, è ovvio che in un posto dove la salute è così a rischio il valore delle case "crolla"....

Ogni giorno in questo modo all'Aquila si rischia la vita aldilà del sisma.


www.abruzzo24ore.tv

martedì 23 novembre 2010

L’Aquila, le C.A.S.E. di Berlusconi cadono a pezzi


Nelle abitazioni vendute dal governo come l’emblema di una miracolosa ricostruzione-lampo i disagi continuano.

Ne avevamo parlato poco tempo fa: le case costruite a L’Aquila per i terremotati, che il governo aveva sbandierato ai quattro venti come l’emblema di una ricostruzione-lampo e dell’efficienza di esecutivo e Protezione Civile nel fronteggiare l’emergenza dopo il sisma del 6 aprile 2009 che causò la morte di oltre 300 persone – scrivevamo il 25 ottobre - perdono pezzi.

IL CROLLO – E’ il caso di ripetere lo stesso oggi: dal sito 6 aprile, che aveva già segnalato i problemi relativi alla scarsa areazione della casa, alle infiltrazioni di acquea, agli impianti di scarsa qualità e alla difficoltà che si ricontrano nei lavori di manutenzione degli alloggi, arriva una nuova denuncia. Un corposo pezzo di cartongesso si è staccato da una delle piastre delle C.A.S.E. antisismiche costate ben 2700 euro a metro quadrato. Ad accorgersi dell’accaduto sarebbe stata un’inquilina del complesso, che, recandosi in garage, si è ritrovata davanti un componente edilizio di 2 metri e circa 70 kg di peso a causa delle recenti piogge, ma molto probabilmente anche perchè privo di un adeguato sostegno, staccatosi dal soffitto e crollato al suolo.

ARRIVANO I POMPIERI – “Dal sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco – ha spiegato l’inquilina delle abitazioni del Progetto C.A.S.E – si evince che le travi di copertura come quella crollata, del peso di 70 Kg circa, sono impregnate d’acqua e si reggono solo grazie alle staffe di ferro, che nella trave in questione non erano state affatto applicate. Le famiglie della zona hanno deciso che appena sarà pronto il verbale dei Vigili del Fuoco, sul quale è specificato che la situazione è da considerarsi rischiosa per persone e cose, procederanno alla denuncia alle autorità competenti“. “Più persone – ha concluso la signora – hanno tentato di contattare il numero verde dell’azienda addetta alla manutenzione, ma dopo aver ascoltato per diversi minuti un disco registrato, l’operatore che ha risposto ha chiaramente detto che l’indirizzo a lui comunicato (via, quartiere e numero civico) non era sufficiente per individuare il luogo esatto a cui inviare gli operai che, di fatto, non sono arrivati anche perchè, la domenica è un giorno festivo e loro non sono tenuti ad intervenire“.

di Donato De Sena
www.giornalettismo.com

venerdì 12 novembre 2010

L'AQUILA CHIAMA ITALIA. perchè sarà importante esserci


In un mondo in cui l'indifferenza la fa da padrone, in cui tutti pensano al proprio orticello, in cui le veline vanno al potere ed il Paese va a puttane, L'Aquila chiama Italia per una serie di valide ragioni:

L’Aquila chiama Italia
perchè la ricostruzione è assolutamente ferma

L’Aquila chiama Italia
perchè aumentano disoccupazione e cassa integrazione

L’Aquila chiama Italia
perché chiede una legge organica sulla ricostruzione: fondi certi, restituire le tasse come è stato fatto per altre emergenze

L’Aquila chiama Italia
perché già oggi stiamo ripagando i mutui sulle nostre case ancora distrutte

L’Aquila chiama Italia
perché ogni problema non può essere affrontato come un’emergenza da commissari straordinari

L’Aquila chiama Italia
perché nel nostro Paese si investano risorse pubbliche sulla prevenzione e messa in sicurezza del territorio per evitare altre tragedie

L’Aquila chiama Italia
perché alcune persone non possano più ridere sulle nostre tragedie pensando ai loro profitti

L’Aquila chiama Italia
perché la crisi economica e le politiche scellerate costringono i nostri giovani ad abbandonare il loro territorio

L’Aquila chiama Italia
perché prevalga la solidarietà contro un federalismo egoista che non vuole trovare risorse necessarie per la ricostruzione

L’Aquila chiama Italia
perché la nostra Città è un Bene Comune di Tutto il Paese

L’Aquila chiama Italia
perché i cittadini possano finalmente partecipare alle scelte che riguardano la loro vita

L’Aquila chiama Italia
perché tutto il Paese ha la responsabilità storica di non far morire una delle maggiori città d’arte

L’Aquila chiama Italia
perché ci stanno TOGLIENDO IL FUTURO.

Gli aquilani vivono amplificati, nell’epicentro della crisi, gli stessi problemi che assillano tutti i cittadini italiani

da qui lanciamo un appello a tutti quelli che ci sono stati vicini:

ai vigili del fuoco, alla base del volontariato della protezione civile, ai sindaci e rettori della regione, agli studenti delle università, a tutti quelli che nel nostro paese lottano in difesa dei propri territori, i lavoratori, gli insegnanti, i precari che ogni giorno si battono per i propri diritti, a tutte le forze sindacali e sociali, agli imprenditori, al “popolo delle partite iva”, al mondo dell’associazionismo e del volontariato, a chi crede che le cose possano e debbano cambiare con la partecipazione attiva dei cittadini.

Non è un problema locale, per la crisi economica non si possono sacrificare inostri diritti. Figuriamoci un intero territorio.

VI ASPETTIAMO TRA LE NOSTRE MACERIE UNITI SOTTO LA BANDIERA NEROVERDE SENZA SIMBOLI DI PARTITO.

L’AQUILA, SABATO 20 NOVEMBRE 2010 – ORE 14.00

dal sito: www.6aprile.it

Ju Tarramutu, il film






"C'è una cosa che nessuna tv, nessuna radio può riportare fedelmente: il silenzio. Nei primi giorni dopo il sisma il silenzio era ovunque. non solo tra le macerie. le persone andavano in giro come fantasmi. In mezzo alla gente c'era il silenzio, dentro la testa c'era il silenzio"
L'ultimo film di Paolo Pisanelli verrà presentato in prima nazionale alla 51^ edizione del festival dei popoli di Firenze in concorso internazionale lungometraggi il 14 novembre 2010. Successivamente al Sulmonafilm festival il 2 dicembre

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