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mercoledì 1 dicembre 2010

Berlusconi: "I veri studenti stanno a casa a studiare e non in piazza".


Silvio, Silvio....i nonni la sera stanno a casa con i figli e i nipoti....non ai festini pieni di zoccole


Federica Volpe

sabato 27 novembre 2010

HANNO PICCHIATO ANCHE OGGI di Giandomenico De Cesare


Hanno picchiato anche oggi. Che potevamo fare. Dovevamo obbedire. Faccio parte della Polizia di Stato. Si, anch’io ho una figlia all’università che protestava. Mi sono messo in malattia. Non c’ero. Ho protestato anch’io.
Hanno picchiato anche oggi. Ma non dovevamo fare male. Fare finta, come nei film. Caricare e adagiare il manganello. Sei feriti. “Per Bacco!!!”.
Anche mio figlio c’era oggi e non potevo chiedere malattia. Che orrore, mi ha visto. Il kefiah !!! Noi, in famiglia, siamo comunisti. Io ho sempre adorato il corpo di Polizia. Gli ho mandato messaggi per spostarsi, per evitargli il casino.
Sono rimasto fermo. Il mio superiore lo sa. Ho visto ragazzi che ci credono. Ho visto ragazzi che lo fanno solo per moda. Ho visto altri ragazzi che sperano davvero che il 14 dicembre, Berlusconi si dimetta. Ma si sa, si faranno operazioni al naso, lifting, mal di pancia, diarrea, mal di testa, vomito, febbre, cause di divorzio.
Tanto non cade.
Hanno picchiato anche oggi. Luigi, col tamburo della banda musicale, Maria Luisa col flauto. Gli hanno picchiati perché davano fastidio. Il regime dice che si deve stare in silenzio. Però col mio collega gli avevamo appena regalato sorrisi. Erano pacifici, e che cazzo!!! Fischio d’attacco. Ordine superiore. “Attaccooo!!!” Non era Mazinga Zeta, eravamo noi. Il flauto di Maria Luisa è volato, il labbro insanguinato. Il tamburo di Luigi, bucato. Ma che fastidio dava. Dava fastidio al regime. Ai suoi ultimi giorni di Pompei. Pompei, Gela, Napoli, ma quante città stanno nella merda quotidiana? Pensava Marco mentre manganellava. Ci tolgono soldi, e noi manganelliamo. C’inchiniamo allo stato, perché poi, perdiamo il posto. E c’è crisi. E poi non rientro più nel corpo di Polizia.
Che faccio?
Sarebbe bello rimettere in funzione la gelateria di mia madre. Torno a Castrovillari e ogni giorno vado a trovare mio padre al cimitero.
Hanno picchiato anche oggi. Mentre il governa era battuto sugli emendamenti e c'era un caos tale che persino il ministro della Pubblica Istruzione votava contro la sua riforma. Che ridere. Non lo diranno al Tg1, lo diranno al tg3. Il 13 dicembre qualcuno spera in una cena avvelenata e alcuni deputati saranno in missione. Alcuni si sposeranno. Ad altri morirà il cugino di terzo grado, non potrà mancare all'evento funebre. Deve scegliere, quello dalla quale si guadagna di meno. No?
I tuoi occhi con chi saranno il 13? A chi penseranno il 13?
Intanto una nuvola ha coperto il sole. Ho scoperto un paese dove fanno cento gusti di gelato diversi. Forse vedrò il mare da sud a nord. Hai un cannocchiale? :)

venerdì 26 novembre 2010

La democrazia del manganello


Manganellate agli studenti a Roma, Firenze, Bologna, Milano. Manganellate agli aquilani, manganellate ai resistenti di Terzigno. Evidentemente il capo della polizia, che di cognome fa Manganelli, vuole autocelebrarsi o vuole essere sicuro di essere ricordato nel migliore dei modi. Spesso ci viene ricordato dai media controllati dal capo del governo che viviamo in democrazia. Certo, la costituzione dice questo, ma ne siamo proprio sicuri? Oscar Wilde diceva che "Democrazià significa semplicemente colpi di randello dalla gente per la gente"; alla luce di quanto avviene oggi in Italia probabilmente non aveva tutti i torti. L'articolo 21 della costituzione italiana invece dice "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure." Evidentemente il sig.Manganelli non ha studiato abbastanza.
È la democrazia di chi ha vinto e ora non vorrebbe più perdere, la democrazia di chi parla di "nemico" e non di avversario politico, la democrazia di chi controlla il 70% dei media nazionali, la democrazia del secondogenito di Dio

mercoledì 24 novembre 2010

“Senza ricerca non c’è futuro”


Questo lo slogan dei manifestanti che stanno assediando Montecitorio. Fra bandiere rosse e striscioni autoprodotti, le sigle sindacali e politiche che hanno intenzione di animare le università quest’autunno si sono date appuntamento sotto i palazzi del potere per protestare contro l’approvazione del ddl che porta la firma di Mariastella Gelmini, ministro del governo Berlusconi. Una nuova coscienza sembra essersi sviluppata tra i giovani che cominciano a rivendicare il loro sacrosanto diritto allo studio ed ad un futuro senza ombre. Non possiamo non associarci alla loro protesta, è il segnale che qualcosa in questo paese sta veramente cambiando. E stavolta in meglio!!!
Avanti così!!